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L’Associazione Sportiva Dilettantistica NATURAID “SULLE STRADE DELL’AVVENTURA”.

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Il 3° NATURAID Marocco è terminato

News del 9 novembre



La gara è partita!!!

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Avventure nel mondo

A cura di: Maurizio Doro

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Naturaid Marocco 2004 - Cronaca di un successo

Si è conclusa nel pittoresco Hotel La Fibule du Draà di Zagorà la manifestazione sportiva "1° Naturaid Marocco 2004".

Dopo ben 475 km e 8190 m di dislivello, gli atleti hanno potuto godere delle comodità che l’hotel offriva, compreso un rilassante, nonché meritato, bagno turco. Dopo le premiazioni in una ricca sala dalle pareti adorne di tappeti ci si è rifocillati con la cena a base di cous cous di carne e verdure cotte e un inconsueto tajine alle prugne, il tutto accompagnato da un ottimo vino rosso (uno strappo alle regole degli atleti e al contesto).

Ricco il monte premi di questa prima edizione e tutti gli atleti ne hanno potuto godere: MONTURA ha fornito un completo sportivo tecnico (berretto con visiera, camicia maniche lunghe e pantaloncini corti con fibbia), ARS ha fornito gli occhiali da bici per tutti più 3 paia di altissima gamma con lenti intercambiabili per i primi classificati, LEE COUGAN ha premiato con un telaio di alluminio il primo classificato e tutti, compresi gli autisti, hanno ricevuto la maglietta ricordo NATURAID. Nei prossimi mesi riceveranno anche la vhs con le immagini più spettacolari della gara. I primi 3 classificati hanno ricevuto anche un piatto in ottone con al centro, scolpito, il logo del NATURAID. Un lavoro da veri artisti.
L’unica e molto coraggiosa ragazza presente ha ricevuto un grazioso e delicato vaso fatto a mano.
Alla premiazione tutti erano molto soddisfatti e ognuno raccontava della propria avventura e degli incontri lungo il percorso.

9 gli atleti che si sono sfidati in questa prima edizione ed alle 3 assenze improvvise - per incidente e malattia - comunicate nei giorni immediatamente precedenti la partenza ha rischiato di aggiungersi anche quella di Vincenzo Martini, evitata solo grazie alla determinazione ed alla voglia di scoprire nuovi mondi di questo atleta: una settimana prima, infatti, era caduto in bici procurandosi una fortissima contusione alla testa. Si è presentato nonostante la ferita grave (e visibile), ma il suo spirito è stato ampiamente ripagato.

Il 1° NATURAID MAROCCO 2004 è stata una gara unica nel suo genere: una gara di lunga distanza no stop per 475 km, svoltasi in MTB e con un tempo limite di 81 ore, in completa autosufficienza (sacco a pelo, cibo e illuminazione notturna); l’organizzazione ha fornito, oltre all’assistenza continua, solamente l’acqua, distribuendola lungo il percorso in 8 chek point e campi ad intervalli di 40-60 km. Prima della partenza gli atleti hanno dovuto presentare tutto il materiale obbligatorio imposto dall’organizzazione (vedi regolamento www.naturaid.com) e le verifiche si sono svolte al campeggio di El Ksiba, punto di partenza della gara.

"Con questa gara si da la possibilità di vivere una speciale avventura con la bici in completa autonomia, dimostrando le proprie capacità di sopravvivenza, ma rimanendo sempre in sicurezza perché le jeep sono sulla pista e seguono l’evento", dice Maurizio Doro, viaggiatore estremo nonché organizzatore della gara, con numerose gare di grande difficoltà alle spalle.
"Il paesaggio è speciale e da proprio l’idea di trovarsi catapultati in una grande avventura in cui vengono testati i propri limiti sia fisici che psicologici. E’ un percorso veramente bello e vario; l’avevo progettato per parteciparvi anch’io, ma ho scoperto un alto mondo, quello del tracciatore, ed è per questo che ero sul percorso una settimana prima per testarlo. Mi sono proprio divertito, anche se è molto impegnativo dare tutte le indicazioni su una distanza così lunga, attraversando molti villaggi dove i bambini si divertono a cancellare i segnali o a cambiare le frecce. Questa era la mia più grande preoccupazione ed è per questo che ho voluto fare un road book il più chiaro possibile. Mi ha appassionato molto questa nuova cosa, cercare una pista nuova, provarla, vedere sulla cartina i dislivelli.. è stata una bella gara anche per me. E studiata per essere fatta con la luna piena, che cadeva proprio in quella settimana. Vi garantisco che percorrere le piste al chiaro di luna è una forte emozione.
Rifarlo poi durante la gara mi ha confermato che era
un bel posto ed è stato fatto un buon lavoro"

.

La pista tracciata attraversa l’Alto Atlante da nord a sud per circa 300 km ed è qui che si fa il dislivello maggiore - circa 5500 m - per poi superare un importante e antico massiccio vulcanico, il Saharo, abitato da popolazioni nomadi berbere e caratterizzato da colori neri e scuri che creano un forte contrasto con le rocce rosse dell’Alto Atlante. Infine, si attraversa una zona desertica al limite del deserto del Sahara, calda e piatta, dove gli atleti hanno vissuto lunghi tratti in solitudine senza incontrare anima viva. Un’avventura da vivere non solo come gara ma anche per venire in contatto con villaggi e popolazioni berbere lontani anni luce dal proprio modo di vivere.

L’unica ragazza partecipante, Lisa Garau

79 ore 50 min

La pista tracciata attraversa l’Alto Atlante da nord a sud per circa 300 km ed è qui che si fa il dislivello maggiore - circa 5500 m - per poi superare un importante e antico massiccio vulcanico, il Saharo, abitato da popolazioni nomadi berbere e caratterizzato da colori neri e scuri che creano un forte contrasto con le rocce rosse dell’Alto Atlante. Infine, si attraversa una zona desertica al limite del deserto del Sahara, calda e piatta, dove gli atleti hanno vissuto lunghi tratti in solitudine senza incontrare anima viva. Un’avventura da vivere non solo come gara ma anche per venire in contatto con villaggi e popolazioni berbere lontani anni luce dal proprio modo di vivere.

Ed è così che è stata interpretata da Lisa Garau e Mauro Miorelli. Sono arrivati in 3 giorni e mezzo, nel tempo limite; “non conta”, hanno detto “vogliamo assaporare questa avventura e tutti i suoi profumi”. Percorrevano circa 150 km pedalando fino al tramonto, per poi pernottare nei piccoli alberghetti o rifugi lungo il percorso, sapendo di essere costantemente sotto il controllo dell’organizzazione. L’ultima notte, raggiunti anche Maurizio Doro, hanno dormito a N’kob, in un albergo castello. Lisa Garau e Mauro Miorelli si sono proprio gustati il Marocco fino in fondo anche se per Mauro la gara è finita a circa 50 km dal traguardo a causa della rottura del telaio della sua bici.
È stata veramente una gara entusiasmante per tutti, sia per gli organizzatori che per gli atleti, che hanno goduto sulle piste nonostante un lungo tratto di asfalto che, specialmente nella prima parte, poteva essere evitato preferendo valli con piste sterrate.
Era mia idea tracciare un percorso quasi totalmente su pista, ma abbiamo dovuto fare i conti con il tempo che fa le bizze oramai da qualche anno su tutto il pianeta. La settimana prima della partenza alcune piste erano impraticabili a causa di alcune frane e smottamenti provocati dalle forti piogge. La prima settimana, poi, la neve ci ha fatto cambiare rotta. Senza contare che ora in Marocco stanno iniziando ad asfaltare anche le piccole piste per collegare i vari villaggi, cosa che non fa sicuramente piacere ai biker... Il prossimo anno prometto meno asfalto…e più distanza. Siamo stati fortunati in gara, eravamo partiti con il tempo che minacciava pioggia, ma fortunatamente ha scaricato in altre valli. Una nota, la settimana dopo la gara ha incominciato a piovere su tutta la zona. Sarebbe stato troppo impegnativo per la prima edizione, in ogni caso sono stato costretto a fermare tutti gli atleti 5 ore e 45 minuti in piena notte prima di una pericolosa discesa di 15 km perché la temperatura era scesa troppo: oltre i meno 7, per poi farli ripartire uno alla volta con lo stesso distacco di tempo parziale”.

In Italia questo tipo di gara non è molto conosciuto e il biker preferisce le gare a tappe che, però, non offrono lo stesso contatto con l’ambiente e le popolazioni.
In questa gara gli atleti vivono un’esperienza estrema in un ambiente molto suggestivo, contando solamente sulle proprie forze fisiche e psicologiche. Un’occasione per scoprire i propri limiti e le bellezze del Marocco.
Tale manifestazione vorrebbe diventare un appuntamento annuale per i Bikers estremi e una vetrina per ogni amante di questo sport, intenzionato a visitare il Marocco nei suoi molteplici aspetti.

Il 1° classificato, Michele Degasperi

30 ore 38 min

2° parimerito


Giovanni Montini,
Raffaele Verzella, Vittorio Serra

33 ore 36 min  

  

 

Per info

www.mauriziodoro.com

www.naturaid.it



 

 


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