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L’Associazione Sportiva Dilettantistica NATURAID “SULLE STRADE DELL’AVVENTURA”.

Naturaid nella Sicilia Barocca 2007

Nuova avventura Naturaid: Speleologia nella grotta in Sardegna

Nuova avventura Naturaid: 24 ore di MTB di Campiglia D’orcia

3° Naturaduno Val Lomasone 2007

Una nuova avventura per il gruppo dei Naturaider.

Il 3° NATURAID Marocco è terminato

News del 9 novembre



La gara è partita!!!

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Avventure nel mondo

A cura di: Maurizio Doro

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Naturaid nella Sicilia Barocca 2007

ROAD BOOK: “Naturaid nella Sicilia Barocca 2007” (dei Naturaider Roberta e Raffaele)
Dati tecnici: Km tot. 507,7 – Tempo tot. 32h 45’ – Dsl tot. 4.740 mt.
Una nuova idea, venuta un po’ per caso alla Roby, come spesso accade ultimamente………e perché no, perché non concretizzarla? Un’occhiatina nel web alla ricerca di un volo accessibile, e dopo una breve indagine compriamo un Venezia/Catania di Alpi Eagles (o quasi, Jetran Air) con trasporto bici e la prima notte in masseria…ecco come è andata:”.

Sabato 2/6/07 – Venezia/Catania/Caltagirone – Km 87 – 5h 10’ – Dsl 710 mt.
Sveglia all’alba! Piove, che strano. Ci organizziamo con le bici e senza riuscire a bere neanche un caffè, siamo già all’imbarco, in corsa per un posto in aereo. E’ mezzo vuoto, e tutto sommato sarà un buon volo! Come si diceva, Jetran Air, compagnia rumena. Sbarchiamo in leggero ritardo e montiamo le bici in aeroporto. Siamo in sella alle 11.15, tardino. Appena fuori Catania, che lasciamo in fretta, comincia a piovere. L’acqua ci accompagnerà tutto il giorno, incessante, fino al nostro arrivo in agriturismo. Percorriamo la SS 114, un po’ trafficata e colorita di un’infinità di donnine!?! Davvero tante. Lasciamo la SS in direzione Palagonia, passando per il lago di Lentini. Peccato non godere dei colori del sole. Superata Palagonia ci aspettano gli ultimi 30 km verso Caltagirone. Una strada molto piacevole che si arrampica in collina fino ai 600 m. del paese. Qualche problemino a trovare l’agri, ma poi il tutto viene ripagato dalla bellezza del posto; giù da una ripida rampa ci attende un baglio davvero stupendo con tanto di piscina. Doccia calda, una buona cena e ……… a nanna!!

Domenica 3/6 – Caltagirone/Sortino – Km 87,8 – 5h 30’ – Dsl 1.145 mt.
Giornata di grazia, e dopo una buona dormita, ci alziamo senza la pioggia, dopo una nottata piena d’acqua! Il cielo sembra avere un colore più umano di ieri, e c’è lo spazio per qualche sprazzo di sereno. Ebbene, la pioggia oggi non la vedremo se non dopo il nostro arrivo in agriturismo da Vincenzo e Nunzia a Sortino. Dopo la colazione visitiamo Caltagirone, splendida cittadina barocca, e restiamo affascinati dalla scalinata ornata di ceramiche, diverse scalino da scalino, e che danno l’impronta a tutto il paese, famoso in tutto il mondo. Sostiamo un paio d’ore perdendoci nei vicoli e dopo qualche piccolo acquisto partiamo a mezzogiorno in direzione Grammichele, bel piccolo centro di cui notiamo la singolare piazza a pianta esagonale purtroppo trasformata in cantiere dove spicca la Cattedrale, anch’essa in restauro. Ci consoliamo alla pasticceria Sinatra che propone dolci e sfizi salati notevoli.
Ripartiamo alla volta di Vizzini, che raggiungiamo grazie alla favolosa SP 124 fuori dal traffico e con panorami sulla campagna stile tosco/umbro dai colori e profumi incantevoli. Piccola sosta decisionale in centro, ai piedi di un’altra bella scalinata con gradini in ceramica, e dirigiamo le mtb verso Buccheri che non offre molto se non la strada panoramica e di qui alla volta di Sortino. Su consiglio di due signore del posto percorriamo una strada provinciale chiusa al traffico per frana, non per noi, che ci regala la vista sulla piana di Catania, sotto un cielo quanto mai minaccioso. Siamo finalmente a Sortino, dopo un ultimo tratto di piacevole discesa di una dozzina di km, dove anche il freddo si fa sentire. Fortuna aver chiamato l’agri, che troviamo dopo qualche peripezia ma felici, al termine di una discesa verso la valle dell’Anapo di 5/6 km circa. Dopo averla faticosamente conquistata, perdiamo così quota (dagli 850 m. ai 450 m. di Sortino fino ai 185 m. dell’agri), pronti per il recupero di domani. Al nostro arrivo, i nostri nuovi amici ci accolgono con un sorbetto di loro fattura al limone. Doccia, comincia a piovere, cena in compagnia di Vincenzo, ex rosso di ferro, nonché politico e amante dei libri e teatro, ora fattore e pseudo cuoco/amante della vita free lance semplice, un litro di rosso in compagnia, e a letto. Domani si vedrà.

Lunedì 4/6 – Sartino/Palazzolo Acreide – Km 40,3 – 3h 25’ – Dsl 780 mt.
Altro che se vedremo! Anzi, cominciamo a sentire i tuoni ed il frastuono della pioggia già verso l’alba; ma la speranza non ci abbandona: mera illusione; ci alziamo alle 8.15 sotto una pioggia davvero copiosa. Intanto facciamo un’ottima colazione con Vincenzo, che tirando su le spalle sembra quasi volersi scusare personalmente per questo fuori programma non siculo. In compenso ci prepara una stupenda merenda con marmellate di mandarini e arance rosse, miele di zagara con tanto di arnie – una leccornia – ricotta di pecora squisita, latte munto la sera prima per noi, caffè espresso e pane caldo. A chiudere, dell’eccellente melone. La pioggia non smette, e così per tutta la giornata. Si decide: partiamo verso la valle dell’Anapo, sperando di poter vedere qualcosa e spingerci a visitare la necropoli di Pantalica. Ma desistiamo ; con questa pioggia e freddo non ce la sentiamo di addentrarci all’avventura in questo ambiente di tufo. Continuiamo quindi a pedalare per Solarino sotto un diluvio e le strade del paese si presentano invase da fiumi d’acqua. La strada è comunque fin qui molto suggestiva, anche se non riusciamo a godere della vista di questa stupenda valle a causa delle basse nuvole grigie. Seguiamo il corso dell’Anapo in direzione di Palazzolo Acreide, e la strada è ora in costante salita verso i 700 m. del paese barocco patrimonio (come gli altri 6 comuni della zona) dell’Unesco, caratterizzato da questo stile architettonico.
La pioggia è ormai nostra compagna di viaggio, ed anche a causa di una defaillance fastidiosa alquanto della mia fedele accompagnatrice dobbiamo rivedere le distanze e decidiamo che la tappa di oggi finirà qui a Palazzolo. Già, fin qui con il ginocchio in quelle condizioni è stata davvero brava e non si è mai lamentata. E’ una donna!!
Però avverto che il dolore è presente e si fa sentire perché come capisco dai dati della giornata, la nostra velocità si è ridotta notevolmente; ma lo tiene per sé……….Finalmente ci siamo; entriamo in paese sempre lungo la SS 124 ed andiamo subito in cerca del nostro B&B. Staremo in centro, e perciò niente agriturismo.
Dopo un po’, troviamo l’Attiko, grazioso e semplice, in ottima posizione. Senza sfarzi la camera, ma con una terrazza magnifica che domina l’intera valle ed il paese. Ci siamo fermati verso le 14.30, e va più che bene così! Doccia calda, sistemazione del bagaglio e giro in centro a caccia dei dolci e degli arancini siciliani al Caffè del Corso. Tentiamo la visita ad Akrai, la zona archeologica, ma il sito chiude ahimè alle 13. Peccato, sarà per domani. Si torna in camera per poi andare a cena.
Che dire? Tappa breve, ma ugualmente impegnativa!! E provante. Ottima cena, in un ristorante elegante dove ceniamo con ravioli alla norma, dello spada e del tonno con balsamico e pistacchi. Una squisitezza!!

Martedì 5/6 – Palazzolo A./Ragusa Ibla – Km 58 – 4h 15’ – Dsl 745 mt.
Wow! Miracolo! Ci svegliamo dopo una notte molto ventosa, col sole……siamo increduli, ma altrettanto contenti. In fretta scendiamo di nuovo al Caffè del Corso, convenzionato col B&B per la colazione, e ci attende una favolosa granita al caffè con brioche. Ci mettiamo anche un rinforzino e poco dopo siamo pronti per partire. Ore 9.15.
Usciamo dal paese dalla zona archeologica e la strada che ci attende è davvero incantevole, con indimenticabili scorci di campagna sicula dai colori caldi e dalle sfumature tipiche dei paesaggi toscani. Scendiamo così fino a S. Giacomo, da dove saliamo verso Balata di Modica, alternando tratti di salita e di falsopiani che ci regalano emozioni paesaggistiche molto rilassanti. Da qui, la strada in discesa ci porterà prima a Modica Alta e poi in centro, importante sito barocco da non perdere, che offre monumenti e testimonianze molto preziose. Ci concediamo un paio d’ore alla scoperta della città e quella che si presenta come minaccia di tempesta, lascia solo qualche goccia e passa lasciando l’aria piacevolmente rinfrescante. Verso le 14 ci muoviamo in direzione di Ragusa Ibla dove arriviamo verso le 15.30. Con calma cerchiamo una stanza in B&B, ed alla fine non sarà forse una scelta felicissima. Il palazzo merita, ma la stanza a piano terra poteva essere migliore. Vabbè!! Usciamo dopo una doccia, un gelato da Gelato diVino, e via a perderci per le viuzze del centro storico. Il tempo si è messo a posto anche se continua ad alternare molta variabilità. Comunque pioggia scongiurata. Giriamo parecchio e andiamo poi a cena al Barocco, su consiglio del nostro gestore di stanza. Cavati alla norma, salsicce e mozzarelle ragusane, e nero d’avola. Si torna a nanna. Per domani danno sole.

Mercoledì 6/6 – Ragusa Ibla/Scicli – Km 80,8 – 5h – Dsl 510 mt.
Come previsto, c’è il sole. Colazione a dir poco barocca, a casa dei padroni di casa, viziati dai dolci dalle mille fattezze: quelli con la sugna palermitani, quelli con la marmellata di pere tipici della zona, quelli con il sesamo, e ancora il pane col cioccolato, oltre a tutto il resto……due chiacchere e poi via. Sono le 9.20 e siamo in strada verso il centro di Ragusa, che cercheremo di lasciare in fretta: è più forte di noi, il caos non lega con la bici e così cerchiamo la strada verso il castello di Donnafugata, immerso nella campagna ragusana, un’oasi a dir poco irreale tra i profumi ed i colori rurali con vista sul mare, un mare turchese che pare essere a portata di mano; un incanto, così come lo è la storia che lega il castello al suo nome. Visitiamo quindi l’ex residenza della famiglia Arezzo e poi De Spucches ed ora di proprietà del comune di Ragusa. Proseguiamo ancora lungo la stupefacente stradina di campagna irish style in direzione S.Croce, ed alla fine ci perderemo per poi ritrovarci nei pressi di Scoglitti. Giriamo quindi le bici per seguire la litoranea, stavolta nella corretta direzione di Punta Secca, patria del commissario Montalbano; un’emozione trovarsi davanti alla sua casa, ora B&B, ma ancora luogo incantevole. Proseguiamo dopo una breve sosta per Marina di Modica, Donnalucata e Cava d’Aliga: dove ci fermiamo per la notte? Lungo la costa, fuori stagione, è senz’altro diverso dai borghi barocchi dell’entroterra, ci manca qualcosa. E allora si decide: si sale a Scicli! Sarà la scelta migliore. Saliamo in paese, alla ricerca di una stanza per la notte. Con l’aiuto di un vigile la troviamo, da una sua amica, Pamela, una ragazza simpatica. Doccia e fuori a scoprire il paese, anch’esso patrimonio dell’Unesco, in quanto testimonianza barocca. Restiamo fuori a festeggiare con una cena super in un super posto.

Giovedì 7/6 – Scicli/Marzamemi – Km 72,5 – 4h 30’ – Dsl 400 mt.
Ancora una giornata di bel tempo, ne approfittiamo per partire presto, 9.15, dopo una colazione non proprio “alla grande”. Saliamo il paese per prendere la vecchia strada più tranquilla verso Sampietri, attraversando una bella campagna, con poco traffico. Continuiamo lungo la statale che porta a Pozzallo, inspiegabilmente segnalata panoramica, ma di fatto trafficata e affatto bella. Attraversiamo la città, seguendo un bel lungomare, e proseguiamo la strada costiera, adesso più invitante e decisamente migliore facendoci pedalare sul mare. Non è ancora stagione ed è un po’ triste vedere un paesaggio desolato. Meglio così: cosa può essere ad agosto?? Attraversiamo una zona umida, lambendo stagni e pantani, prima di arrivare a Pachino, patria del vino e dei pomodori, come recita il cartello all’inizio del paese. Sono le 12.30 e abbiamo percorso 50 km. Ora ci fermiamo per il caldo; sosta al panificio, interessante come tutti gli altri, e poi bibita in pasticceria. Ripartiamo verso Portopalo e Capo Passero, sulla costa, piccoli borghi di pescatori e di vacanza, per chiudere la tappa a Marzamemi, che come Portopalo ci presenta una bellissima vecchia tonnara ormai in disuso, adibita a struttura ricettiva dove però non riusciamo a trovare posto per la notte. Ripieghiamo così sull’Albergo la Conchiglietta, un ** dignitoso, con tanto di terrazzetta sul mare. Qualche ora di spiaggia e primo bagno in acque sicule; fredda ma cristallina. Giro per il villaggio e cena nella magnifica piazzetta della tonnara.

Venerdì 8/6 – Marzamemi/Noto – Km 28,3 – 1h 45’ – Dsl 300 mt.
Beh, che dire; tappa, anzi, minitappa di spostamento, e perché no, di relax, con colazione parzialmente in terrazza e finale in piazzetta al bar Ciàloma. Partenza verso le 10, in direzione Vendicari, attraverso una rilassante campagna. Poi, sulla strada principale fino all’ingresso dell’oasi dove, all’altezza dell’agriturismo il Roveto (bellissima masseria che domina l’oasi), riusciamo a prendere una strada minore. Lasciamo le mtb all’ingresso e ci avventuriamo all’interno dove visitiamo la vecchia tonnare, la torre sveva e l’oasi nel suo fascino naturalistico. Ci concediamo così mezza giornata di relax con bagni di sole e di mare. Verso le 15 siamo di nuovo in strada verso Noto, che raggiungiamo dopo poco, catturati dal traffico lungo una strada che poco ci fa apprezzare la quantità dei limoneti che la bordano. Troviamo subito il nostro stupendo B&B, in pieno centro storico. Lasciata l’idea di andare a Noto Antica su segnalazione di Gek, padrone di casa, ci inoltriamo tra le vie ed i palazzi barocchi del centro. Gelato al Caffè Sicilia e cena all’osteria del Crocefisso, forse la migliore dal nostro arrivo in Sicilia. Rientro giusto in tempo di scrivere questi appunti prima di crollare e spegnere la luce.

Sabato 9/6 – Noto/Siracusa – Km 53 – 3h 10’ – Dsl 150 mt.
Ottima dormita! Facciamo colazione nel salone del B&B con l’ultima granita mandorla/caffè e cornetto e per l’ultima tappa del nostro tour, incamminandoci di buon’ora verso Avola, utilizzando una comodissima e vecchia strada provinciale, alta rispetto al paese e poco trafficata, che in breve tempo ci porterà direttamente al centro della patria del vino “Nero d’Avola”, facendoci deliziare la vista con agrumeti ed ulivi magnifici. Passiamo Avola, che alla fine non ci regalerà altre emozioni, ed imbocchiamo la trafficata ma ahinoi unica statale verso Siracusa. La abbandoniamo fortunatamente dopo 6 km in direzione Fontane Bianche, luogo di mare e di villeggiatura siracusano, carino, ma soprattutto comodo per evitare il traffico. Seguiamo la costa fino quasi a Siracusa, dove nel cuore di Ortigia, centro storico barocco davvero notevole, sul mare, incontreremo Daniela, che ci terrà compagnia e ci ospiterà per la notte. Sistemata la partita “bici”, recuperati gli scatoloni e macchina per l’aeroporto per domani, ci immergiamo ormai scarichi di pensieri nel cuore della città, dove ceneremo scortati dalla nostra “guida”. Proprio una bella giornata prima del rientro a casa, che possiamo dire di aver gestito – io e la mia ormai inseparabile compagna e compagnia di viaggi/avventure, incazzature e quant’altro di negativo non mi accorgo di avere e di essere – davvero alla grande!! Contenti di essere partiti, e non per merito mio, ma perché no, anche di essere tornati dopo questa bella pedalata barocca, ci prepariamo a pensare e progettare qualche altro giro. Alla prox!
La cosa più figa? Atterrare, uscire dall’aeroporto e rimontare le bici per l’ultima decina di km fino a sotto casa…….!
Ciao e buone avventure a tutti dai Naturaider Roby e Raf

 


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