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A ritroso nel tempo

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A cura di: Beltade.it

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Profumi e cosmetici a Roma

I profumi ed i cosmetici apprezzati in Grecia divennero ben presto alla moda anche a Roma; tuttavia, fu solamente in seguito alle conquiste dell’Egitto, del nord Africa e del Vicino Oriente e all’annessione delle province dell’Italia del sud che gli antichi Romani adottarono profumi e cosmetici e cominciarono ad utilizzarli quotidianamente.

Capua divenne il centro della nuova industria; sembra addirittura che la via principale della città fosse interamente occupata da profumieri e da fabbricanti di cosmetici. E, come ad Atene, ogni mattina ricchi e nobili si incontravano in questa via per testare le differenti preparazioni e per discutere dei propri affari.

Plinio ci ha tramandato dettagliate descrizioni di vari cosmetici utilizzati dagli antichi Romani: i capelli, ad esempio, venivano tinti con iperico, mirto e estratto di mallo di noce (l’olio di noce è eccellente per la cura dei capelli ed è utilizzato ancora oggi). Il mirto e le bacche di ginepro erano apprezzate per la lotta contro la calvizie; le piante profumate venivano fatte macerare nel grasso d’orso ed il preparato così ottenuto veniva poi massaggiato sul cuoio capelluto per evitare la caduta dei capelli.

I Romani si truccavano gli occhi con il khol e col rosso ottenuto dalle radici di orcanetto sottolineavano il colorito delle guance. Per tingere di biondo i capelli, invece, venivano miscelati succo di cotogna o di limone e acqua distillata di fiori di ligustro.

A Roma era molto diffuso l’utilizzo di cosmetici e lo stesso Ovidio scrisse un trattato sul loro uso, riportando anche qualche interessante ricetta; purtroppo, di quest’opera non rimangono che alcuni frammenti. Per eliminare arrossamenti della pelle o macchie dovute all’età, ad esempio, Ovidio rinvia ad un’antica ricetta egizia: dopo la macerazione in acqua, un impacco di semi di lupino veniva applicato sulle zone interessate, mentre per un trattamento ancora più efficace gli stessi semi (precedentemente abbrustoliti) venivano mischiati a fave e radici di iris; il tutto era amalgamato col miele, fino ad ottenere un impasto cremoso.

Nel 450 a.C. circa, Ticinus Menias, originario della Sicilia, aprì a Roma una catena di saloni di acconciatura; è nel suo negozio più conosciuto, situato nei pressi del tempio di Ercole, che si recavano quotidianamente per farsi radere (con rasoio di bronzo...) gli alti dignitari romani. Dopo la rasatura, il viso veniva coperto con un asciugamano caldo e in seguito massaggiato con diversi unguenti; il trattamento completo prevedeva anche lo shampoo e la profumazione dei capelli.

 


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