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Col ROWING®... si voga a tempo di musica!

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Col ROWING®... si voga a tempo di musica!

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Il ROWING® è nato da un’unica idea: portare nelle palestre il grande gesto del canottaggio, ritenuto a buona ragione uno dei più completi ed allenanti che esistano.
Per raggiungere l’obiettivo era necessario risolvere due problemi principali:

- rendere la pratica accattivante e piacevole, mediante il ricorso alla musica
- rendere la pratica di immediato apprendimento, ma sicura, verificandone la tecnica

Lo scopo della voga su un’imbarcazione posta in acqua differisce infatti da quello del ROWING®, dove l’esigenza primaria rimane quella dell’esercizio fisico controllato: proporre ad un neofita un gesto complesso quale quello della voga sportiva (a tempo di musica) è una responsabilità che lasciamo volentieri ad altri.

Per questo motivo la prima modalità di movimento che viene insegnata (sia ai principianti che agli Istruttori) prevede un controllo totale del busto (mediante la fissazione dello stesso in posizione perpendicolare alla monorotaia dell’attrezzo) e l’eliminazione di ogni movimento accessorio (ad esempio a livello dei polsi) o potenzialmente dannoso per fisici decondizionati.

Il fulcro sul quale è imperniata una simile modalità di voga è il Tronco, che funge da organo di trasmissione stabile tra arti superiori ed inferiori, nel massimo controllo posturale.

Quella che viene denominata tecnica di base ha caratterizzato la prima fase della nostra storia, e mantiene la sua completa validità in due (frequenti) situazioni:
1) Principianti. In ogni tipo di attività fisica si dovrebbe seguire una progressione che va dal facile al difficile, dove per "facile" si intende un esercizio a bassa intensità e a basso contenuto coordinativo.

In un’attività come il ROWING®, dove alle richieste dettate dalla tecnica individuale si aggiungono quelle legate al mantenimento di un ritmo sincrono al gruppo e all’adrenalina del contesto generale, è evidente che eliminare una parte importante (quella legata all’inserimento del tronco nella concatenazione delle 4 fasi) rende le cose più semplici e più sicure: è ampiamnte dimostrato che un errore posturale a livello lombare può essere pagato fino a dieci volte il carico sollevato, e quando si ripete la possibilità di errore più di venti volte al minuto per 45’ il pericolo è in agguato
2) CPM elevati. La motivazione del gruppo spesso viene ricercata con ritmi brillanti e sostenuti, e questo non fa che aumentare il rischio. Proprio per questo anche nel caso di equipaggi esperti è assolutamente prudente adottare la tecnica di base qualora i tempi di esecuzione si elevino oltre i 34/36 CPM, in particolare quando in questo contesto si porti il finale al petto (cosa che non fa che moltiplicare la leva svantaggiosa sulla zona L4/L5).

La tecnica avanzata rispecchia invece quasi integralmente la tecnica di voga in acqua. Questo modalità esecutiva è quella normalmente utilizzata dai canottieri in allenamento sul remoergometro ed è caratterizzata da gesti molto ampi e fluidi, dal non semplice contenuto coordinativo.
L’acquisizione corretta di questo gesto, che non corrisponde assolutamente al semplice “flettere la schiena” di una tecnica di base male eseguita, è il tema principale di un’intera giornata di Specializzazione, e pertanto nel Corso Istruttori l’argomento viene semplicemente accennato.

Al contrario della tecnica di base, la tecnica avanzata è senz’altro applicabile nelle seguenti situazioni:
1) Equipaggi addestrati . Quando i vostri gruppi sono preparati fisicamente e tecnicamente, la tecnica avanzata aggiunge una splendida possibilità di variare la vostra programmazione, con un gesto estremamente appagante perchè fluido e veramente completo.
2) CPM ridotti . Utilizzare il ciclo completo dei movimenti di gambe, tronco e braccia a ritmi superiori ai 34/36 CPM è appannaggio esclusivo di atleti evoluti è può senz’altro creare dei seri problemi.
Sottolineiamo il fatto che le due tecniche hanno una loro validità intrinseca e possono e devono essere impiegate alternativamente con abilità, adattandole alle diverse situazioni.

In tutti i casi due rimangono le cose di primaria importanza:
a) l’esecuzione corretta del gesto tecnico, senza compromessi
b) l’esecuzione a tempo di musica del gesto tecnico, senza incertezze


Posizioni e tecniche alternative
Le tecniche alternative previste nella nostra disciplina sono due, e sono state introdotte con un significato di defaticamento e di completamento dell’azione muscolare. Quindi il senso della cosa è più biomeccanico e fisiologico che psicologico.

Ci è sembrato così di integrare (in ambito fitness) uno dei movimenti che di per sé è già tra i più completi che esistano.

Presa rovesciata
Si imposta a partire dalla tecnica di base, con un rapido passaggio in supinazione delle mani effettuato durante la ripresa. I pollici continuano ad avvolgere il remo e il passo delle mani è più largo rispetto al normale per favorire l’estensione dei gomiti. La tecnica stimola un intervento variato dei flessori dell’avambraccio e del braccio (dorsali).

Tirata alta
Si imposta a prtire dalla tecnica di base o avanzata, portando il finale al petto anziché all’addome. I gomiti non superano l’altezza delle spalle. La tecnica stimola un intervento maggiore dei deltoidi e, in parte, del trapezio. Il finale alto aumenta il braccio della resistenza nella leva a carico dei muscoli lombari e va pertanto usato a ritmo controllato e per brevi periodi.

Si ringrazia per la collaborazione:
www.rowing.it


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