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I principi attivi delle erbe

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Da sempre l’uomo ha cercato di curarsi con quello che la natura gli offriva. Nell’arco dei secoli molti di questi rimedi si sono rivelati semplicemente delle “credenze popolari” altri invece sono stati confermati con dati scientifici, tanto è vero che molti principi attivi delle erbe medicinali, sono contenuti nei medicinali moderni.
L’uso delle erbe può essere un aiuto nella terapia di tutti quei disturbi quotidiani che però non rappresentano uno stato di malattia per l’individuo.
La virtù medicinale di ogni pianta è legata al tipo e alla quantità di principio attivo in essa presente, ovviamente come in tutte le cose bisogna usare la testa, infatti i principi attivi presi in quantità minime possono essere utilizzati a scopo terapeutico, mentre esagerando si possono creare situazioni pericolose. 
Durante il processo metabolico le piante creano diversi tipi di sostanze alcune di queste vengono accumulate come elementi di rifiuto, altre come riserve a cui ricorrere in momenti particolari; la quantità di queste sostanze dipende da vari fattori tra i quali l’età della pianta o le condizioni ambientali.
Ultimamente anche in televisione sentiamo spesso parlare di alcune di queste sostanze come ad esempio i tannini, oppure i glucosidi o ancora gli oli essenziali. Ora proviamo a vedere in specifico la funzione di ognuna di queste sostanze.

Cominciamo con i così tanto nominati tannini hanno la caratteristica comune di reagire facilmente con le proteine. Per questo motivo i tannini sono stati usati per secoli per la concia delle pelli data la loro reattività con le proteine cutanee. Questa proprietà è stata sfruttata dalla medicina popolare per proteggere la pelle lesa da infezioni o infiammazioni, interrompendo la secrezione delle ferite e rallentando le emorragie. Grazie al loro potere astringente vengono anche utilizzati (uso interno) per combattere diarree e enteriti. Un problema che può presentarsi è una difficoltà digestiva oppure se assunti in grandi quantità possono provocare problemi gastrointestinali. Particolarmente ricche di tannini sono le cortecce, le radici, i frutti, le foglie e le galle.

Gli alcaloidi sono sostanze ricche di azoto con una struttura chimica molto diversa fra loro. Hanno in comune la peculiarità di dare soluzioni molto basiche in acqua e di agire sull’ organismo in modo diverso, ma di solito molto intenso. La loro funzione non è ancora del tutto chiara, ma è certo che a questo gruppo appartengono sostanze pericolose come ad esempio efedrina, morfina ecc., e molti sono considerati dei veri e propri veleni. In generale le piante con un alto contenuto in alcaloidi sono quindi da sconsigliarsi per uso domestico se non sotto controllo medico. Tuttavia esistono un certo numero di piante che contengono alcaloidi meno tossici (alcaloidi del caffè e del tè e quelli contenuti nelle foglie di tabacco)ed il cui uso è diffuso da lungo tempo.

Gli oli essenziali sono sostanze che passano allo stato gassoso con molta facilità e hanno una consistenza e fluidità che varia secondo il tipo di pianta e hanno un odore fortemente aromatico. Le varianti di qualità dei principi aromatici attivi sono infinite : il genere, la specie, la varietà della pianta, la composizione del terreno, l’altitudine, il clima, gli agenti atmosferici. Anche provenendo da piante simili possono esserci ugualmente moltissime variazioni qualitative, dipendenti dalla varietà della pianta, dall’esposizione solare, dal clima e soprattutto dal periodo di raccolta che deve coincidere con il periodo balsamico della pianta, cioè quando c’è la massima concentrazione dei princìpi aromatici. Hanno generalmente azione stimolante sulla pelle e sulle mucose e si associano agli oli essenziali azioni espettoranti e fluidificanti. Per questo motivo le piante ricche di oli essenziali sono spesso usate per le loro attività sul apparato respiratorio e come stimolanti l’ attività digestiva. Inoltre si sa che tutti gli oli essenziali sono antisettici, moltissimi sono antidolorifici, antinfiammatori, battericidi, altri sono antidepressivi, rilassanti, sedativi e antistress.

Le sostanze amare sono frequenti in alcune famiglie botaniche e appartengono a famiglie chimiche diverse fra loro, mantenendo in comune il sapore amaro. Hanno poi la prerogativa di favorire le secrezioni del tratto gastro-intestinale e perciò sono usate nelle medicina tradizionale per stimolere la digestione e favorire l’ appetito. Questa particolarità viene sfruttata nella produzione di bevande e altri prodotti con funzione digestiva.

Le Mucillagini sono costituite da dei composti chimici di natura polisaccaridica (zuccheri) che hanno la proprietà di incorporare parecchia acqua. Per questo motivo le hanno dimostrato una certa efficacia nel contrastare le infiammazioni delle vie respiratorie, le irritazioni del tubo digerente e le infiammazioni intestinali.

I Glucosidi sono sostanze molto complesse che hanno in comune il legame chimico con zuccheri. Vengono utilizzati in parti infinitesimali i glucosidi cardiotonici per migliorare l’attività del miocardio. Sono fra le sostanze naturali più attive ed anche in questo caso, come per gli alcaloidi, ne e’ sconsigliato l’ uso se non dietro controllo medico. La digitale è una pianta particolarmente ricca di glucosidi (digitossina, digossina) e molti farmaci cardiotonici hanno nella loro composizione derivati degli alcaloidi di questa specie officinale.


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